DEI RICCHI

Il ricordo di Costantino e quello di Gaio Germanico

 

09/08/2013, 19/07/2014

I Romani, e i pagani in generale che consideravano i sacerdoti cristiani dei maghi,[1] non potevano a cuor leggero abdicare alla loro genuina religione. Per questo Costantino non lesinava dal mettere in atto astuti metodi per cancellare le tracce di un passato che non gli apparteneva, denominando ad esempio i luoghi pagani con quelli propri.[2] Oltre a, rincarando la dose, accanirsi contro chi praticava religioni più antiche della sua. Ad esempio nel 315 promulgò una legge contro i Giudei, in cui li si poteva mandare al rogo, oppure gli si tagliava l’orecchio o li si sfigurava rendendoli schiavi.[3] Alla stessa pena erano sottomessi quelli che partecipavano alle loro feste. (Per inciso Baronio ci informa che un tale Isacar era il sommo sacerdote dei Giudei dell’epoca).

[Il resto del documento è leggibile nel libro pubblicato]