DEI RICCHI

Le testimonianze su Gesù e sui testi del NT nel II sec.

 

Cascioli sostiene che gli autori più antichi non conoscevano gli scritti cristiani. Barbaglia invece è di altro parere. Purtroppo nessuno dei due riporta la datazione delle opere degli autori nominati. Se lo facessero si accorgerebbero che le affermazioni degli autori (come Svetonio, Dione Cassio, Tacito, Giuseppe Flavio) da loro citati si trovano in manoscritti ben più giovani, come quelli evangelici, degli anni in cui sono fatti vivere i loro presunti autori. Per tutti vale l’esempio di Ireneo, datato da entrambi i contendenti attorno al 180 d.C.. Su Ireneo e la sua falsità abbiamo già scritto {726} ma Barbaglia non ha tema di usarlo in accoppiata con quella che noi consideriamo un’altra prova della falsità delle testimonianze cristiane, ovvero il codice muratoriano. {1136} Qui ricordiamo pure che il manoscritto più antico dell’opera di Ireneo è datato al IV secolo. Quindi anche su Ireneo possiamo fare tutte le ipotesi che vogliamo, ma non è una dimostrazione dell’antichità dei vangeli perché, fino a prova contraria, il suo testo è stato scritto quando vedeva la luce la Bibbia raccolta nel codice Sinaiticus.

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