DEI RICCHI

Primi tentativi di pubblicazione

 

Cosa succede quando ti sembra di aver intuito qualcosa d'interessante? Provi a sottoporlo a qualcun altro per capire se la tua sensazione è condivisibile oppure è solo frutto di un tuo puerile entusiasmo. Le persone più care, le più vicine risultano facili bersagli di questo tentativo di affermazione del tuo pensiero. È capitato anche a me e i primi scritti videro il vaglio di mia moglie e di un compianto professore di liceo. Due persone di cui mi sono sempre fidato moltissimo, entrambe con una elevata dose di cultura e sensibilità.

Poi si cerca una casa editrice. Il primo libro era manifestamente troppo tecnico, ma sapevo che dentro conteneva in nuce alcuni concetti importanti. Il primo editore che contattai mi fece chiaramente capire che la gente non sarebbe stata in grado di leggerlo o apprezzarlo, non conteneva argomenti “comunemente” interessanti e, soprattutto, non erano esposti in modo semplice da leggere.

Devo ammettere che, come autore, non eccellevo in modestia e non mi accorgevo della difficoltà dei miei scritti. Non consideravo almeno due aspetti:

-                 che se si vuole comunicare i propri pensieri a qualsiasi persona, bisogna esporli in un linguaggio più immediato e comune possibile. Niente tabelle quindi e grafici che fanno parte di un bagaglio conoscitivo per pochi interessati o specialisti;

-                 molto spesso il lettore rifiuta quello che gli è divenuto indigesto quando doveva apprenderlo per forza. Per molti le rappresentazioni matematiche e geometriche erano già difficili da digerire a scuola, figuriamoci se le accettano all'interno di un libro che magari acquistano sperando che la sua lettura avvenga in qualche momento di relax!

Partendo da queste due considerazioni dovevo ammettere che l'impostazione del primo testo era sbagliata, e quelle che consideravo buone idee si perdevano all'interno di una marea di speculazioni aritmetiche e geometriche, oltre a rappresentazioni tabellari spesso ridondanti.

La bozza del secondo testo partiva da queste constatazioni e mi ripromettevo di non sbagliare ulteriormente. Perché questo mi avrebbe permesso di avere un editore alle spalle: un importante passo per meglio diffondere le proprie idee.

{D|1627|Dilemmi esistenziali}