DEI RICCHI

Introduzione a ‘DEI RICCHI – Volume III’

 

A distanza di anni, le conclusioni contenute in questo libro sembrano di facile gestione ma, all’epoca in cui abbiamo mosso i primi passi all’interno di quella che definivamo la “Christian connection”, niente era scontato. Anzi, proprio l’insieme di informazioni reperibili dai testi antichi costituiva un coacervo di notizie che non dava certo adito a queste scoperte.

Il fatto che si giunga ai risultati migliori dopo tante riflessioni è indice della meticolosa cura posta dagli antichi autori per nascondere la verità, falsificandola a più non posso. Questo processo, che per un millennio portò a redigere i testi storici forse più falsi che siano mai stati composti, non è per niente terminato. Ne sono un esempio le continue pubblicazioni e commentari reperibili sul mercato, in cui la menzogna viene ripetutamente ribadita. Un esercito di volenterosi, spesso ben omaggiati, composto di ossequiosi cristiani ma anche sedicenti laici, che invade librerie ed internet di testi il cui valore di investigazione storica, alla luce delle nostre ricerche, è del tutto discutibile e scade addirittura nella vergogna quando gli autori sono note “autorità” che mentono sapendo di mentire.

Il cittadino che aborrisce la menzogna avrebbe modo di salvarsi da tutto il pattume storico che avvolge il Cristianesimo se solo potesse evitarlo. Un atteggiamento che nella nostra società non è possibile perché la Chiesa la pervade fin nei più reconditi spazi. Questi studi sono perciò un personale tentativo di porre rimedio in qualche modo a  questa menzogna manifesta. E, visto che sono anni che li divulghiamo in tutte le forme che ci sono possibili, speriamo siano utili anche al cittadino appena menzionato. Più saremo a condividerli e migliori sbocchi troverà la verità a tutti i livelli.

Una società come la nostra, pronta in ogni momento a reprimere rivolte e derubare il prossimo, non sopravvivrebbe se non facesse della menzogna lo strumento principe per radicare il dominio di pochi benestanti sui molti indigenti.

Giuseppe e Giovanni

Quando si cerca qualcosa, nel tragitto possono spuntare altri elementi imprevisti. Uno di questi è stata l’identificazione dell’apostolo Paolo con lo storico Giuseppe Flavio, mentre un altro ci ha condotti ad un Gesù figlio di Safàt che aveva molte caratteristiche per somigliare a quello evangelico. Ma qui sorgeva un problema mai affrontato: Gesù figlio di Safàt era vissuto in un periodo diverso da quello evangelico. Possibile che i tempi storici del Nuovo Testamento fossero, diciamo, da ricalibrare?

Nel mentre percorrevamo queste vie ha cominciato a farsi avanti il problema dei più Giovanni che compaiono anche nei libri storici. Tra questi iniziava a prender corpo l’idea che un ruolo ancora più importante di quanto riconosciutogli dai racconti neotestamentari dovesse essere attribuito a Giovanni Battista. Qui andava dipanata la confusione che sembrava regnare proprio per l’eccesso di persone che portavano quel nome. Una soluzione che sarebbe stata trovata qualche anno più tardi.

I 'traditori'

Il problema di identificare i personaggi storici che comparivano nel Nuovo Testamento era legato alla presunta mancanza di riferimenti a loro nei pochi altri scritti che ci sono pervenuti. Mentre invece proprio nei testi religiosi pareva che i nomi dei personaggi, come quello di Giovanni e anche Giuseppe, fossero più volte ripetuti. Possibile che fosse una tecnica redazionale per nascondere le azioni di uno stesso personaggio in tanti altri?

L’ipotesi venne, con molta pazienza, confermata seguendo il nome di Barnaba e pervenendo alla conclusione che un personaggio nel Nuovo Testamento poteva essere nascosto in altri che avevano anche nomi diversi. Il primo sul quale riuscimmo a riconoscere questa duplicazione fu ancora una volta Giuseppe, nascosto non solo negli apostoli Paolo e Barnaba ma anche in Giuda Iscariota e Matteo.

Questa scoperta avrebbe rivoluzionato il metodo di indagine dei testi sacri, che ora venivano continuamente declassati a opere composte a tavolino, evidentemente per nascondere qualcosa di quantomeno imbarazzante.

La 'bestia'

Un altro nome che nel Nuovo Testamento viene usato per personaggi diversi è quello di Simone. Questo ci diede l'occasione per approfondire la biografia delle figure che così si chiamavano, fino a condurci addirittura a riconoscere dei miracoli cristiani descritti in testi di autori romani, ovvero Tacito e Svetonio, ai tempi dell’imperatore Vespasiano.

Il personaggio più intrigante da questo punto di vista era Simone Mago, che si presentava proprio come il miglior candidato per nascondere “la bestia che sale dalla terra” descritta nell’Apocalisse. E’ stato dunque per sapere quanto più possibile su Simone Mago che abbiamo scandagliato il Web alla ricerca di notizie su di lui, ed in più ci siamo letti il famoso testo di Ireneo di Lione[1] che, tra le tante cose, pontificava sulla corretta scrittura nei testi originali del famoso “numero della bestia”. Così, sempre alla ricerca di conferme alle nostre intuizioni, abbiamo svelato non solo che il famoso numero 666 corrispondeva al nome del “Paraclito” con cui viene indicata una figura della santa trinità, ma anche che Simone Mago si definiva così. Ed ancora abbiamo dimostrato come i reperti più antichi siano stati modificati per cancellare testimonianze pericolose.

I 'magi'

Dopo tutte le scoperte fatte ci rendevamo conto di avere campo libero nelle nostre ricerche, ma questa libertà doveva essere controllata dalla coerenza. Se tutti i Simone e i Giuseppe potevano rappresentare in realtà solo due persone, non avevamo ancora certezze, ad esempio, su chi fosse veramente Giovanni l’apostolo.

In compenso avevamo compreso che Giuseppe Flavio, finora conosciuto come sacerdote levita e storico della Palestina, era il padre di Gesù e che quest’ultimo era nascosto in Simone Mago, ovvero il “falso profeta”, quindi un personaggio ben poco raccomandabile, anzi esattamente il contrario del buon uomo nonché “figlio di Dio” che ci insegna la Chiesa.

Ora avevamo quindi anche i motivi per scrivere che il Nuovo Testamento non è una storia genuina, e perché fossero stati utilizzati tutti quei trucchi per celare le vere azioni dei personaggi. I redattori antichi dovevano nascondere una verità triste e pericolosa, anzi vergognosa, per tramutare i loro beniamini, Paolo e Gesù, nell’opposto di quello che erano veramente: Satana e l’Anticristo.

{D|842|Introduzione a ‘DEI RICCHI – Volume



[1] [Contro le eresie].