DEI RICCHI

Introduzione a ‘DEI RICCHI – Volume I’

 

Presentazione

La necessità di pubblicare queste prime pagine del sito è scaturita dal confronto con alcuni lettori che richiedevano una copia cartacea del materiale scritto, supporto molto comodo per la consultazione senza mezzi elettronici. L’occasione ci ha permesso di rivisitare quello che avevamo pubblicato a partire da giugno 2003.

La sorpresa più grande è stato scoprire che in effetti non erano molte le pagine che necessitavano di essere riadattate ai tempi attuali. A parte quelle che citavano il Cristianesimo, per il quale le nostre convinzioni sono maturate di molto in questi anni di ricerca, le altre hanno richiesto semplici aggiustamenti più che altro formali per adattarli dal sito al libro.

La conservazione dei contenuti nel tempo è legata agli avvenimenti che dal 2004 hanno confermato le analisi proposte. Infatti è noto che ai disastri ambientali si sono ora aggiunti quelli economici, seguiti da tensioni sociali che ormai interessano anche i nostri Paesi cosiddetti “ricchi”. Un quadretto ben poco edificante per chi lo vive da vicino.

La nostra presa d’atto è un misto di rassicurazione per la bontà delle analisi che avevo proposto al pubblico, unita al rammarico che le stesse non hanno toccato le coscienze di chi ha potere sufficiente da indirizzare i comportamenti umani. Questo dispiacere ovviamente non ci allontana dalla convinzione che le idee debbano trovare prima un mezzo per esprimersi e poi chi è disposto a coltivarle. Il libro vuole essere proprio un veicolo per raggiungere più persone che possano così confrontarsi sui concetti espressi nel sito deiricchi.it.

 

Ringraziamo tutti i lettori che ci hanno stimolato a migliorare le ricerche, fornendo anche incoraggiamenti perché il lavoro non subisse interruzioni. Come non ci stanchiamo mai di ribadire, i miglioramenti sono inevitabilmente continui se si vuole che la conoscenza non abbia limiti.

 

Le nostre ricerche non sono partite dal cristianesimo bensì da questioni sociali che riguardavano l’impatto delle azioni umane sull’ambiente e nelle relazioni interpersonali. Perciò i primi argomenti (“Urbanistica”, “Prelievo fiscale” e “Antropologia”) scandiscono ognuno gli approfondimenti che abbiamo raccolto su ambiti di interesse generale. Quello che distingue i nostri studi è l’aver messo in luce aspetti normalmente non centrali nelle discussioni. Non abbiamo quindi svelato nulla che non sia già conosciuto, ma lo abbiamo fatto uscire dai dibattiti tra piccole cerchie di esperti, esponendolo in modi non usuali. Vediamo di spiegare meglio cosa intendiamo entrando nello specifico di ogni argomento.

Urbanistica

Per l’urbanistica abbiamo reso manifesto il legame che vi è tra la normativa in vigore e i danni ambientali inferti dalle azioni permesse dalla stessa normativa. E’ riscontrabile cioè che la cosiddetta speculazione edilizia non è solo frutto della corsa al profitto privato, ma è altresì legittimata da una legislazione permissiva che ha abiurato i principi di tutela del patrimonio naturale ed edilizio a cui avrebbe dovuto ispirarsi. Noi abbiamo solo evidenziato questo connubio, molto sottile e pericoloso però, che non esiteremmo ad equiparare a quello che vi è nella trattativa tra uno Stato, che dovrebbe tutelare gli interessi collettivi, e la mafia, che difende i profitti dei padrini. Ci sono cioè molti ambiti in cui richiedere l’appoggio degli uomini di governo da parte dei “portatori di interessi”. Quello legislativo non è il meno compromesso, anzi.

Prelievo fiscale

Comprendendo come la mano dei più potenti influisca nella redazione delle leggi solo apparentemente più scevre dall’interesse economico, la nostra attenzione si è spostata in questo campo. Anche qui svelando, è il caso di dirlo, il meccanismo con il quale le normative favoriscono il concentramento delle ricchezze nella mani di pochi. Era il 2001 quando abbiamo iniziato queste ricerche ed avevamo ben coscienza di quali conseguenze tutti avremmo vissuto negli anni successivi a causa degli errati congegni di distribuzione del benessere. Incentravamo molte discussioni sulla questione del debito pubblico, quando i mass media se ne sarebbero occupati dieci anni dopo al tempo di una crisi economica italiana ormai inarrestabile.[1] Eppure quando volevamo diffondere le nostre idee anche perché fossero utili per affrontare certe catastrofi, non abbiamo trovato un solo editore disponibile a sostenerci e pubblicarle {11}.

Antropologia

Non siamo antropologi per affermare di aver voce in capitolo e che le nostre pagine meritino lo studio da parte di persone qualificate in materia. Ma pensiamo che l’approccio da noi presentato, facendo tesoro dei meccanismi di accentramento della ricchezza, meriti una certa attenzione. Lo stesso dicasi per gli schemi con cui abbiamo ipotizzato possano stabilirsi le relazioni di predominio e servitù tanto nelle piccole che nelle grandi comunità.

Da Roma al XXI secolo

Una volta improntate le disamini precedenti, ci è parso naturale ricercare negli accadimenti storici delle verifiche a quanto avevamo desunto sulla base di schematizzazioni degli avvenimenti della società attuale. E’ stato proprio mentre imboccavamo questa nuova strada di ricerca che siamo incappati nella questione dei rapporti tra Chiesa e Stato, nonché dell’informazione e della disinformazione. Questioni che sarebbero ritornate più e più volte in tutti gli studi successivi.

Conoscenza

E’ iniziata nell’estate del 2003 l’avventura che ha condotto alle teorie su questo argomento. Anche in questo caso l’oggetto della ricerca è antichissimo: come l’uomo matura la propria conoscenza e quali sono i modi per discernere il vero dal falso. Alcuni elementi delle nostre ricostruzioni provengono da ambiti ben meglio studiati e approfonditi di quanto li abbiamo esposti noi - ad esempio certi termini, quali gli oggetti e le azioni su di essi, che si ritrovano nei linguaggi di programmazione informatica.

Noi abbiamo integrato queste conoscenze all’interno di un sistema che ci conducesse a strumenti utili per distinguere le informazioni vere da quelle false. Dalle varie analisi condotte su semplici esempi quotidiani ma anche su più complessi articoli di cronaca, ne sono scaturiti dei metodi per cominciare quantomeno a dubitare delle notizie che ci vengono fornite. La spiegazione dettagliata di algoritmi più complessi ha dato risalto alle difficoltà intrinseche nell’individuare la verità.

Tutto il lavoro svolto non ci ha quindi fornito dei metodi infallibili per discernere la realtà dalla fantasia o la verità dalla falsità, ma ci ha resi coscienti che certi elementi delle narrazioni che ascoltiamo possono essere spia di notizie che deviano dal vero.

Questo argomento riteniamo sia importante per la ricerca storica, e le impostazioni in esso contenute, sempre disponibili per essere integrate e migliorate, sono la base per i risultati maturati nel campo dei successivi studi storici.