DEI RICCHI

Introduzione a ‘Giovanni Battista - La storia svelata’

 

20/11/2013

Tutti gli studi, che avevamo presentato in maniera discorsiva agli amici nel precedente libro, facevano parte di un percorso di ricerca iniziato, come abbiamo visto, nell’autunno del 2008 e che sarebbe terminato tre anni dopo.

Cronache giudaiche

Questa sezione è stata costruita sulla precedente intuizione che nel I secolo a.C. fosse stata nascosta la storia del secolo successivo. Oltre alla doppia scrittura della guerra giudaica, vi erano molti elementi che lo facevano presagire e quindi qui presentavamo un’attenta disamina tra le vicende dei vari personaggi della casata di Erode il Grande, cercando di comprendere quante notizie potevano essere descrizioni di fatti avvenuti ai tempi di Gesù.

Cronache romane

Il confronto tra i fatti del primo secolo avanti e dopo Cristo presupponeva di scoprire in quale anno avevano avuto inizio le cosiddette cronache cristiane. Un anno che non poteva che essere precedente a quello in cui era nato Gesù, per noi il 48, in quanto doveva coinvolgere anche i genitori di Gesù. Quest’anno, come scoprimmo allora, non era neanche uno qualsiasi ma, come il 48, era un anno di censimento, ovvero un anno sabbatico, ovvero l’anno 34. Comprendendo quindi che anche la sequenza degli anni sabbatici era una buona chiave per aprire segreti nascosti.

Ma quel che più attirava la nostra attenzione era il coinvolgimento dei Romani nella storia giudaica, in particolar modo dei parenti Tiberio e Gaio Germanico. Questi due furono vittime dei maligni intrighi proprio da parte dei famigliari di Gesù che riuscirono a metterli a morte sperando di conquistare il potere imperiale.

Cronache cristiane

Se l’argomento precedente ci aveva condotti alle origini del cristianesimo sconvolgendo migliaia di anni di esegesi cattolica, in questo arrivammo a stravolgere le convinzioni degli storici su come andarono i fatti in Palestina ai tempi di Vespasiano e dei suoi figli. Un’epoca che non potevano non veder coinvolti tanto Gesù che Giovanni Battista, in quanto nati non nell’anno 0 ma ben mezzo secolo dopo e quindi molto a ridosso della famosa guerra giudaica. Ma cosa si scopre in questo caso? Che:

-          la guerra contro Gerusalemme in effetti fu solo un tentativo di assedio da parte di Tito sostenuto dallo stesso Gesù

-          a difendere la Città Santa vi era Giovanni Battista che vinse la battaglia e cacciò il “falso profeta” Gesù

-          in quella sconfitta rimase ucciso l’imperatore Tito e Gesù venne crocifisso e poi salvato dal padre.

Oltre a queste novità scoprimmo che ad uccidere i “due testimoni” apocalittici fu Agrippa I, il nonno di Gesù. Ed inoltre che la madre di Gesù era stata moglie dell’imperatore Gaio Germanico.

Contaminazioni

Dopo aver trovato i testi storici in cui viene raccontato l’assalto del “falso profeta” alla Città Santa, ci mancava di capire quale fosse veramente questa città. Ecco allora che scopriamo che la famosa Sion non era Gerusalemme bensì Masada, ove si era rifugiato Giovanni Battista dopo che erano stati uccisi i suoi genitori Silla Felice e Drusilla, figlia di Gaio Germanico.

È da questa nuova ricostruzione storica che derivano anche le analisi sulle diverse divinità in cima al culto cristiano e giudaico: da una parte il dio israelita, dall’altra Mazda.

Confrontando ulteriormente i testi antichi, abbiamo capito inoltre che la biografia di Giuseppe è stata tramandata nascosta in un personaggio particolare, ovvero lo scrittore romano Seneca. E che lo stesso Giuseppe subì l’evirazione come punizione per aver concepito con la sorella Berenice il figlio Gesù.

Conclude questo argomento la scoperta di una stretta parentela tra la famiglia di Gesù e quella dell’imperatore Vespasiano, la cui figlia doveva essere sposata da Giovanni Battista nelle famose nozze di Cana, che invece divennero un tranello tessuto da Gesù e suo padre per ucciderlo. Oltre alla conferma che il vero personaggio romano che giustiziò Gesù, e suo padre, non fu né Pilato né Nerone, ma l’imperatore Domiziano.

Epilogo

Argomento breve e significativo questo che vede finalmente, per noi, non solo la spiegazione definitiva della risurrezione di Gesù, ma anche il ritrovamento della sua narrazione ben al di fuori degli scritti cristiani: precisamente nei libri attribuiti agli storici classici Giuseppe Flavio, Tacito, Svetonio, Dione Cassio.

Questo capitolo costituisce la prova testuale, oltre a quella meramente razionale, non solo che la risurrezione di Gesù è stata una invenzione cristiana, ma che essa fu fin da quei tempi un inganno perpetrato da Gesù ai danni dei coetanei creduloni che speravano che Giovanni Battista, il loro vero messia, fosse ancora vivo per guidarli.