DEI RICCHI

Capi del banditismo. Terza parte

 

Chi era Atronge?

Atronge ("Versione retrodatata" in AG)

Libro XVII:278 - 7. C'era pure un certo Atronge, uomo che non si distingueva né per nobiltà di natali, né per eccellenza di carattere, né per l'abbondanza di beni, ma era semplicemente un pastore completamente sconosciuto a tutti, sebbene fosse notevole per la sua grande statura e per la forza delle sue braccia. Costui ebbe la temerarietà di aspirare alla regalità, pensando che ottenendola avrebbe avuto la libertà di agire con violenza; e incontrando la morte in tali circostanze non avrebbe dato molta importanza alla perdita della vita. [...] Libro XVII:281 Quest'uomo tenne il suo potere per lungo tempo, perché aveva il titolo di re e nulla gli impediva di fare ciò che voleva. [...] Libro XVII:282 Ma con l'andare del tempo divennero sempre più selvatici (verso tutti); e non v'era persona, in qualunque luogo fosse, che potesse scampare: a volte i ribelli uccidevano per avidità di guadagno, e altre volte per l'abitudine che avevano preso di uccidere. Una volta vicino a Emmaus attaccarono persino una compagnia di Romani che portavano viveri e armi al proprio esercito: circondarono il centurione Ario che comandava il distaccamento e quaranta dei suoi fanti migliori, li trucidarono. Libro XVII:283 I restanti atterriti dal destino che era riservato ai loro compagni si misero in salvo sotto la protezione offerta loro da Grato e dalle truppe regie che erano con lui, lasciando dietro i loro morti. Questo tipo di lotta seguitò per lungo tempo, causò ai Romani non pochi fastidi e inflisse molti danni alla loro nazione. Libro XVII:284 I fratelli vennero poi sottomessi: il primo in uno scontro con Grato, l'altro in uno con Tolomeo. E quando Archelao catturò il più vecchio, l'ultimo dei fratelli, rattristato per l'infausto destino degli altri, dopo avere visto che ormai non aveva più via di scampo ed era solo, totalmente sfinito e completamente esausto, si arrese ad Archelao ricevendo una garanzia giurata nella sua fede in Dio che non avrebbe avuto male alcuno. Ma tutto questo avvenne dopo.

Giovanni di Giscala ("Versione storica" in GG)

[Il resto del documento è leggibile nel libro pubblicato]