DEI RICCHI

Lettera degli Apostoli (The Epistle of the Apostles). Seconda parte

 

. P 30/09/2007. E 27/03/2007.

Quale parabola viene raccontata in questa lettera?

S: atti e discorsi di Gesù. Particolari differenze e somiglianze con testi canonici. Visioni apocalittiche

Proseguendo Gesù spiega ai discepoli cosa accadrà dopo la sua risurrezione:

(16) Gli domandammo: "Signore, è grande ciò che tu ci hai rivelato. Verrai tu con qualche forza speciale o prenderai tu qualche forma particolare?". Egli rispose: "In verità vi dico: Io verrò nella sembianza del sole splendente e la mia magnificenza splenderà sette volte più di esso. Portato con magnificenza sulle ali delle nubi e preceduto dal segno della croce, io discenderò sulla terra per giudicare i vivi e i morti".

A questo punto Gesù chiarisce anche la sua ambiguità fisica:

(2) Gli domandammo: "Ci abbandonerai tu veramente fino al tuo avvento? Dove troveremo un maestro?". Egli rispose: "Non sapete voi che finora sono stato qui quanto presso colui che mi ha mandato?". Noi gli domandammo: "E' dunque possibile, Signore, che tu sia ugualmente qui e là?". Ed egli rispose: "Io sono completamente nel Padre e il Padre in me per quanto riguarda la somiglianza dell'aspetto e della potenza, della pienezza e della luce, nella misura piena e nella voce. Io sono la parola".

Ma cosa dovranno fare i discepoli una volta partito Gesù? Convertire tutta la terra. Per far questo si avvaleranno di Paolo, un ebreo circonciso e di cui la lettera fornisce sostanzialmente la descrizione rinvenibile negli Atti canonici.

Più avanti lo scritto riporta la descrizione degli eventi apocalittici a venire:

(2) Gli domandammo: "Signore, che cos'è che accadrà?". Ci rispose: "I credenti ed anche i non credenti vedranno in cielo una tromba e avranno la visione di una grande stella, (ambedue) visibili durante il giorno; stelle che cadono dal cielo in terra come fuoco ed una forte e straordinaria grandine di fuoco. Il sole e la luna combattere l'un l'altra, un continuo rullare e rumore di tuoni e fulmini; tuoni e terremoti; città che cadono, uomini che periscono; una continua miseria per la mancanza di acqua; una terribile pestilenza, con grande e continua mortalità, tanto che i morti non avranno sepoltura: fratelli, sorelle e parenti saranno in un'unica tomba. Un parente non si dimostrerà tenero verso i suoi parenti, né qualsiasi uomo verso il suo prossimo. Gli abbandonati, quelli che furono trascurati, risorgeranno e vedranno coloro che li hanno lasciati fuori a causa della pestilenza. Ovunque sarà odio, privazione, invidia. Uno toglierà ad una persona per regalare ad un'altra. Ma il peggio sarà quello che verrà dopo. (35, 1) A causa della malvagità degli uomini, mio Padre sarà adirato. Molte sono, infatti, le loro trasgressioni; la loro impurità desta raccapriccio ed è la rovina della loro vita".

Il racconto più emblematico è la riedizione della parabola delle vergini che leggiamo prima nella versione canonica, per opportuno confronto:

Matteo 25:1-13 Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.

Ecco cosa invece ci tramanda la Lettera degli apostoli:

Rispose: "Vi dico soltanto questo: fate come io stesso ho fatto, (43, 1) e sarete come le vergini prudenti che hanno vegliato e non si sono addormentate, bensì sono andate incontro al Signore, nella camera nuziale; le (vergini) stolte non hanno potuto vegliare, e si sono addormentate". Gli domandammo: "Signore quali sono le prudenti e quali le stolte?". Ci rispose: "Cinque sono prudenti e cinque stolte, in riferimento a quanto ha detto il profeta: "Essi sono figli di Dio. Udite ora i loro nomi"". Ma noi ci mettemmo a piangere e restammo tristi per quelle che si erano addormentate. Ci disse: "Le cinque prudenti sono: la fede, l'amore, la grazia, la pace e la speranza. Quelli, tra i credenti, che possiedono queste saranno le guide di coloro che hanno creduto in me ed in colui che mi ha mandato. Poiché io sono il Signore e lo sposo che essi hanno ricevuto: essi sono entrati nella casa (dello sposo) e hanno preso posto con me nella camera nuziale (e si sono rallegrati). (2) Le cinque stolte, dopo che si erano addormentate, si svegliarono, vennero alla porta della camera nuziale e picchiarono perché le si aveva chiuse (fuori). Esse piangevano e si lamentavano che nessuno aprisse". Gli domandammo: "Le loro sorelle prudenti che erano dentro, nella casa dello sposo, hanno forse seguitato, o Signore, senza aprire loro? Non si sono rattristate su di esse, né lo sposo ha supplicato che fosse loro aperto?". Ci rispose: "Esse non avevano ormai più la possibilità di ottenere per sé alcun favore". (3) Gli domandammo: "Signore, in che giorno entreranno per amore delle loro sorelle?". Ci rispose: "Chi è escluso, è escluso!". Domandammo: "Signore, è questa una parola definitiva? Chi sono ora le stolte?". Ci rispose: "Udite i loro nomi! La conoscenza, l'intelligenza, l'obbedienza, la pazienza e la misericordia. Queste sono quelle che hanno dormito, in quanto hanno creduto e mi hanno confessato, (44) ma avendo dormito non osservarono i miei comandamenti, perciò resteranno fuori del regno, fuori dell'ovile del pastore e delle sue pecore. E quello che resta fuori dell'ovile delle pecore, sarà divorato dai lupi, sarà condannato e morirà tra lancinanti dolori. In lui non ci sarà né il riposo né la continuità, sarà punito duramente, ridotto a pezzi e divorato da lenti e terribili tormenti, e non riuscirà ad avere una morte celere".

Interessante che, nella "morale" del "falso Cristo", tra le "virtù" da abiurare fossero enumerate la conoscenza, l'intelligenza, l'obbedienza, la pazienza e la misericordia {1038}. Pensando ad almeno le prime due, come meravigliarsi se la Chiesa, degna erede di Simone Mago, ha avvolto per secoli le genti nell'oscurantismo più blasfemo e pericoloso?

 

 
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